Calcio

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Le migliori storie del 2018 in Sport Power Mind (pt. 1)

Si sta per chiudere un 2018 che ci ha visto, come Sport Power Mind, sempre in prima linea nel raccontare storie di campionesse e campioni di ogni disciplina. Con una media di due articoli a settimana, i lettori del nostro blog hanno potuto approfondire le gesta, ma soprattutto gli aspetti legati alla preparazione mentale, di personaggi del calibro di Francesco Molinari, Sofia Goggia, Marco Cecchinato e Carolina Kostner (tanto per citarne una minima parte). Come spesso si usa nelle redazioni a fine anno, insieme a Lorenzo Marconi (performance coach di ISMCI) abbiamo commentato alcune storie che hanno riscosso maggiore successo sulle pagine social targate SPM.

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Higuain, il blackout è sempre dietro l’angolo

La vicenda dell’espulsione di Gonzalo Higuain in Milan-Juve è un Bignami di teoria del mental coaching. C’è tutto. C’è l’eroe prigioniero della sua storia. Ci sono gli avversari, tanti, troppi da gestire tutti insieme. Ci sono frustrazioni, fantasmi, torti da rivendicare, rodimenti da guerriero incompreso. Ci sono quelli che lo attaccano, quelli che lo redarguiscono, quelli che lo perdonano, quelli che lo capiscono. C’è pure un campione del mondo come Matuidi che con fare ecumenico lo bacia sul collo al momento dell’uscita dal campo. Un romanzo ricco di passione. Un melodramma.

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Roberto Re: “Donnarumma? Non gettiamogli la croce addosso”

Persino l’interista Bobo Vieri ha assolto Donnarumma dopo l’errore nel derby: “Quello di Icardi è stato un gran gol, il cross di Vecino era fenomenale, per il portiere non era facile uscire”. In queste ore, nonostante una parte della tifoseria e della stampa abbia rimarcato l’incertezza di Donnarumma, sono molte le voci che si levano a difesa del talento rossonero. Tra queste c’è anche quella di Dino Zoff, il leggendario ex numero uno, il quale sostiene che “al ragazzo l’errore farà bene, che la sconfitta rende umili e ti fa crescere. A patto di essere un atleta intelligente. Ma lui è un giovanotto intelligente, oltre ad avere delle qualità enormi”.

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Walter Zenga riparte focalizzato come un laser

Classe 1960, 58 anni: Walter Zenga ha smesso da ventidue e sembra l’altro ieri. Ma al guascone un po’ scanzonato che si soffiava sulla frangetta è subentrato un uomo serio, deciso, che non dice una parola fuori posto. E che sulla frangetta non si soffia più, avendo scelto da tempo il taglio a zero.

 

Nel commentare questa descrizione (che un giornalista ha fatto di lui), Walter Zenga aggiunge: