Sport e disabilità

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Bertagnolli, Casal, Pozzerle: il cuore oltre la disabilità

La mamma è di Formigine, provincia di Modena. Il papà è di Cavalese, nel Trentino. Sulla neve c’è cresciuto, a tre anni gli avevano già messo gli sci ai piedi. Giacomo Bertagnolli è nato con una atrofia al nervo ottico.

Da ipovedente, alle Paralimpiadi di PyeongChang, finora ha vinto la medaglia d’argento in SuperG e quella di bronzo nella discesa libera. Bertagnolli gareggia in coppia con Fabrizio Casal, la guida, colui che durante la gara apre la pista, consiglia, racconta la neve: “Fabrizio scende davanti a me, siamo in collegamento tramite Bluetooth. Io seguo la sua ombra e ascolto le sue parole, per copiarne la traiettoria”.

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Trai motivazione dalla forza mentale di Robert Kubica

Oggi compie 33 anni, ma non si sente affatto un martire. Ultimamente si riparla molto di Robert Kubica, ex pilota di Formula 1, vittima nel 2011 di un gravissimo incidente durante un rally. Se ne riparla perché il polacco, qualche giorno fa ad Abu Dhabi, ha effettuato un incoraggiante test (ben 100 giri) alla guida della Williams FW40, dimostrando di non essere affatto inferiore ai colleghi in termini di competitività con una monoposto. Quella di Robert è stata di fatto una prova generale per capire se potrà ufficialmente prendere il posto di Felipe Massa nella prossima stagione.

 

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Daniele Cassioli e i segreti della sua energia

È fresco vincitore in Australia di cinque medaglie d’oro ai Mondiali di sci nautico per disabili: campione nello slalom, nel salto, nelle figure, nella combinata per non vedenti e nella combinata assoluta. Ma Daniele Cassioli – cieco dalla nascita, fisioterapista e amico di HRD / Sport Power Mind – è un ragazzo che riesce a rimanere sempre con i piedi per terra, consapevole dei limiti oggettivi ma desideroso di vivere la sua leadership con normalità.

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Cosa ci manca per essere felici?

Francesco Bettella, tetraplegico, è ingegnere meccanico con una tesi di laurea sull’utilizzo delle carrozzine nel rugby. Federico Morlacchi è nato con ipoplasia a una gamba. Michele Ferrarin è affetto da atrofia muscolare spinale, una malattia progressiva. Giovanni Achenza è paraplegico dopo un incidente sul lavoro. Quattro nomi che non dicono nulla, quattro sfide che invece parlano tantissimo: di determinazione, di voglia di non arrendersi, di identità mentale che viene rinforzata nel tempo.