Tennis

Read More

Le migliori storie del 2018 in Sport Power Mind (pt. 1)

Si sta per chiudere un 2018 che ci ha visto, come Sport Power Mind, sempre in prima linea nel raccontare storie di campionesse e campioni di ogni disciplina. Con una media di due articoli a settimana, i lettori del nostro blog hanno potuto approfondire le gesta, ma soprattutto gli aspetti legati alla preparazione mentale, di personaggi del calibro di Francesco Molinari, Sofia Goggia, Marco Cecchinato e Carolina Kostner (tanto per citarne una minima parte). Come spesso si usa nelle redazioni a fine anno, insieme a Lorenzo Marconi (performance coach di ISMCI) abbiamo commentato alcune storie che hanno riscosso maggiore successo sulle pagine social targate SPM.

Read More

Quando avere talento non basta

“Palpacelli era davvero speciale. Eravamo rimasti colpiti dal suo talento, ma già al raduno si vedeva che era un ribelle: non gli stava bene niente, si lamentava in continuazione. Capita così coi talenti…”. Riano, provincia di Roma, un giorno del 1985. Dal telefono a gettoni del centro tecnico del Coni parte una chiamata: “Adriano, sono Paolo. Devi venire subito, qui c’è un under 16 che sta facendo un provino ma con gli altri non c’entra niente. Certo che dico sul serio. È mancino, la palla gli esce che è una meraviglia. Devi vederlo”. Paolo era Bertolucci. Adriano era Panatta.

Read More
attacchi-panico-sport-coaching

Sport e attacchi di panico

Sono più di quelli che pensiamo i campioni dello sport che soffrono di attacchi di panico. Andre Agassi con la sua biografia “Open” è stato tra i primi, nel 2011, a parlare dei disagi psicologici sofferti durante la carriera. Nel suo bellissimo libro il tennista americano racconta gli anni in accademia, gli allenamenti impossibili e i dolori atroci, la depressione per le sconfitte e la dolcezza delle vittorie, costantemente sotto i riflettori.

Read More

Roger Federer, il carisma dell’eroe

Quella di Roger Federer può essere ormai considerata una storia paragonabile a quella del Viaggio dell’Eroe. Come per un film, un romanzo o una fiction tv, la vicenda del tennista svizzero – fresco vincitore del suo 20esimo Slam in 15 anni – appartiene a quelle narrazioni coinvolgenti che ci tengono incollati allo schermo col fiato sospeso, o ci lavorano dentro per riemergere alla mente nelle ore o nei giorni successivi. Magari nel momento stesso in cui stiamo sudando in pausa pranzo, su un campo da tennis nel circolo sotto casa, di fronte al solito rivale che non molla di un centimetro.