Leclerc e la gestione degli stati d’animo

Leclerc e la gestione degli stati d’animo

È difficile spiegare cosa sia successo in me durante l’inverno. In testa, nel mio modo di vedere la vita e le corse qualcosa è cambiato, sono pensieri miei. So che in qualifica e in gara mi sentivo molto bene”. Così parlò Valtteri Bottas, pilota finlandese vincitore a Melbourne del primo GP del 2019. “È stata la gara più bella della mia vita!”.

Il team principal della Mercedes Toto Wolff racconta un episodio: “Nei giorni di Natale, Bottas è venuto da me e mi ha detto di aver vissuto una pessima seconda parte di stagione, che voleva recuperare. Poi si è ripresentato circa un mese dopo nel mio ufficio dicendo ‘Sono tornato!’”

Durante le settimane di inizio anno, non è stato soltanto Bottas a preparare la stagione rigenerandosi mentalmente. Già a fine gennaio, infatti, si era diffusa la notizia – da fonti vicine alla Ferrari – che Charles Leclerc e Sebastian Vettel avrebbero beneficiato di un mental coach nel corso del campionato 2019, sulla scia di quello che avviene in Mercedes con Lewis Hamilton e Valtteri Bottas.

Con l’obiettivo di tornare a vincere un mondiale dopo ben 11 anni di digiuno, la scuderia di Maranello ha deciso quindi di garantire una solidità mentale ai propri piloti durante le fasi più concitate della stagione, così da evitare situazioni (come i numerosi svarioni della passata stagione) che potrebbero causare pericolose emorragie di punti.

Per Leclerc la preparazione a livello psicologico non è affatto una novità: le biografie raccontano che lui – per eliminare le proprie debolezze e imparare ad affrontare certe situazioni – lavori con un mental coach da quando aveva 11 anni.

Mi sento più pronto e rilassato dell’anno scorso, quando partivo per la prima stagione in Formula Uno. Non vado in Ferrari per puntare a piazzarmi quarto. Non è quello che voglio: penso sempre a vincere” ha dichiarato ai giornalisti prima del GP in Australia. “La pressione non mi ha mai dato fastidio, anche se so che intorno alla ‘rossa’ ci sono interessi e aspettative molto grandi. Mi concentro su me stesso e sono fiducioso che i risultati positivi arriveranno”.

Quando parla di obiettivi, Charles lo fa in maniera ambiziosa. “Ho imparato che è così che si ottengono i risultati migliori. Se punti in alto e non ce la fai, magari arrivi poco più in basso, ma se rinunci in partenza all’obiettivo massimo, sbagli. Io la vedo così e non la considero arroganza. È solo la mia forte volontà di fare bene a ogni costo: è determinazione”.

Quando gli chiedono dell’importanza di lavorare con un mental coach, Leclerc risponde così: “Quasi tutte le persone hanno un’idea negativa dello psicologo. Io invece lo considero importante. Mi è servito per imparare a risparmiare le energie e restare sempre concentrato. Dettagli che alla fine fanno la differenza nell’arco di un’intera stagione. Dieci anni fa mi arrabbiavo per qualsiasi cosa e sprecavo risorse nervose, stancandomi tantissimo. Era una mia grande debolezza. Al contrario, oggi la mente è diventato uno dei miei punti di forza, ma sarebbe stato impossibile senza l’aiuto di qualcuno”.

A Melbourne, prima gara della stagione, non è andata bene. La Rossa ha mancato il bersaglio, non centrando il podio e rimediando un distacco pesante: il tedesco Sebastian Vettel e il monegasco Charles Leclerc sono giunti quarto e quinto a quasi un minuto dal leader. Su questa débâcle ha inciso un episodio significativo: l’ordine di scuderia imposto a Leclerc (che con le mescole più dure, si era dimostrato decisamente più veloce rispetto a Vettel). Il monegasco, una volta giunto in scia al compagno di team, ha dovuto accettare le indicazioni provenienti dai box, evitando di tentare il sorpasso ai danni del suo compagno di scuderia.

Dieci anni fa si sarebbe arrabbiato molto. Ora, in pieno controllo dei suoi stati d’animo, tutto sommato l’ha presa bene. Ma nei prossimi gran premi siamo sicuri che la sua preparazione mentale e l’ambizione verso il successo lo porteranno ad attaccare con determinazione ancora maggiore!

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Written by Alessandro Dattilo e Lorenzo Marconi


alessandro dattilo

Alessandro Dattilo, giornalista, storyteller, blogger, formatore, ghostwriter. Aiuta aziende e professionisti a raccontare la loro storia, a trasferirla sul web, a farla diventare un libro. Tiene seminari su Brand Journalism e Scrittura Efficace per il Business. Oggi è Senior Content Manager per Roberto Re Leadership School e “Stand Out – The Personal Branding Company” e docente del programma “HRD – Da Manager a Leader“.
Fondatore di TorinoStorytelling e RomaStorytelling, ha scritto e parlato per quotidiani nazionali, network radiofonici e tv locali. Sul web ha lavorato come consulente editoriale e content manager per il Gruppo Enel, Ferrovie dello Stato, Treccani, Ferpi, Fastweb, Reale Mutua, Comin & Partners e molti altri. Per Mondadori ha pubblicato nel 2014 il libro “Scrittura Vincente”, una guida pratica su come usare la parola scritta per raggiungere più facilmente i propri obiettivi in campo aziendale, commerciale, professionale.

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